Il progetto CITIES – Cities Initiative Towards Inclusive and Equitable Societies si basa sull’esperienza della Rete Città del Dialogo e coinvolge 5 comuni (Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Olbia, Casalecchio di Reno), l’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) e 2 organizzazioni della società civile (ICEI e Mondinsieme).

CITIES vede coinvolte anche altre importanti entità associate: UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, la Regione Emilia-Romagna e la Regione Sardegna, il Consiglio d’Europa – Programma Città Interculturali, le città di Leuven (Belgio) e Strasburgo (Francia), le reti delle Città Interculturali di Spagna, Portogallo e Svezia.

Il progetto vuole rafforzare il ruolo delle città italiane nello sviluppo di strategie locali antidiscriminatorie offrendo ai Comuni la possibilità di approfondire le collaborazioni multi-stakeholder e di sviluppare competenze, pratiche e strumenti specifici per affrontare le sfide a livello locale.

Il progetto mira a potenziare capacità e competenze degli enti locali e della società civile attraverso corsi formativi, scambio di esperienze e mentoring con città europee, per sviluppare e implementare strategie intersezionali anti-discriminazione, creare un sistema di raccolta e analisi dati sulle discriminazioni e condividere conoscenze a livello nazionale ed europeo attraverso conferenze e webinar.

L’obiettivo del progetto è contribuire a rafforzare il ruolo delle città italiane nello sviluppo e nell’attuazione di strategie locali per prevenire e combattere la discriminazione intersezionale, l’intolleranza, il razzismo e la xenofobia.

Nello specifico CITIES intende:

  • Elaborare e attuare strategie intersezionali contro la discriminazione in 5 città italiane in collaborazione con organizzazioni della società civile (OSC) e altri livelli della pubblica amministrazione.
  • Sviluppare un sistema efficace di raccolta e analisi dei dati sull’uguaglianza per consentire ai decisori politici e ai servizi di monitorare, valutare e progettare azioni antidiscriminatorie a livello locale.
  • Rafforzare il ruolo dei comuni europei come attori chiave nella prevenzione e nel contrasto della discriminazione intersezionale sul campo, condividendo i risultati e gli output del progetto.

Il progetto intende raggiungere tre gruppi di beneficiari principali:

  • I Comuni: scelti come gruppo target prioritario per la loro responsabilità nell’attuare politiche locali anti-discriminazione e per il loro ruolo nel promuovere la cooperazione con le organizzazioni della società civile sul loro territorio.
  • Le Organizzazioni della società civile: ONG, comunità con background migratorio, comunità colpite dalla discriminazione, attivisti e gruppi locali, ecc. Il coinvolgimento di questi attori è una componente cruciale delle strategie locali anti-discriminazione.
  • Istituzioni regionali e nazionali: questi livelli dell’amministrazione pubblica sono stati scelti come terza categoria di destinatari per garantire un approccio di governance multi-livello necessario per agire efficacemente sul problema della discriminazione, rafforzare il dialogo tra i Comuni (principale gruppo target) e le loro due amministrazioni regionali, e promuovere la collaborazione con UNAR per garantire la coordinazione tra il futuro Piano Nazionale di Azione Contro il Razzismo, la Xenofobia e l’Intolleranza e le strategie locali sviluppate dall’azione.

Attività previste

Le attività previste includono:

  • Capacity building per gli enti locali e realtà della società civile. Partendo dalla raccolta dei bisogni formativi degli stakeholders coinvolti il progetto fornirà la possibilità di: frequentare dei corsi di formazione di base e avanzati sull’approccio intersezionale, interscambio laboratoriale di esperienze tra enti locali e società civile ed il mentoring con città europee.
  • Sviluppo e implementazione di strategie anti-discriminazioni intersezionali. Attraverso una stretta cooperazione tra attori locali e regionali il progetto intende sviluppare strategie anti-discriminazione, promuovendo lo sviluppo di osservatori locali a supporto delle vittime e l’organizzazione di eventi locali al fine di sensibilizzare la comunità territoriale.
  • Creazione di un sistema per la raccolta e l’analisi dei dati sulle discriminazioni. Partendo dall’analisi da una rilevazione delle discriminazioni nei comuni d’intervento il progetto intende sviluppare e introdurre, previa formazione specifica al personale, in ciascun Comune un nuovo strumento di monitoraggio delle discriminazioni.
  • Condivisione delle conoscenze e disseminazione a livello nazionale ed europeo. L’ultima fase di progetto prevede la diffusione locale del piano-strategia elaborato attraverso l’organizzazione di conferenze, eventi nazionali e webinar rivolti alle città italiane.