Negli ultimi anni, la disinformazione – cioè la diffusione consapevole di notizie false – è diventata una delle principali minacce per la qualità del dibattito pubblico e per la tenuta delle democrazie. 

La rapida diffusione di fake news e contenuti AI-generated attraverso social media e piattaforme digitali rende difficile riconoscere informazioni e canali affidabili.  

A farne le spese in modo particolare sono le giovani generazioni, tra i principali fruitori di informazione online. Allo stesso tempo, proprio i e le giovani hanno un enorme potenziale come agenti di cambiamento, se messe nelle condizioni di sviluppare pensiero critico, competenze informative e un ruolo attivo all’interno della comunità educante e politica. 

Il progetto SEED – Supporting European Youth Engagement against Disinformation, co-finanziato con fondi europei, mira a contrastare la disinformazione a livello locale rendendo giovani e comunità educanti protagonisti del percorso in tre Paesi europei – Italia, Paesi Bassi, Germania. 

SEED propone un approccio metodologico innovativo, centrato sul livello locale, sulle relazioni territoriali, e sulla capacità di cittadini e cittadine – sviluppata anche attraverso metodologie offline – di prevenire, riconoscere e reagire alla disinformazione e di dialogare sul tema con i e le policy makers locali. 

Il progetto SEED mira a rafforzare la resilienza democratica delle comunità e dei territori, partendo dal coinvolgimento attivo dei giovani nel contrasto alla disinformazione. In un contesto in cui disinformazione, contenuti generati tramite l’intelligenza artificiale e fake news influenzano sempre di più il dibattito pubblico e la partecipazione civica, SEED vuole rafforzare nei giovani il loro spirito critico, la loro capacità di riconoscere e contrastare la disinformazione online e offline, e la loro partecipazione alla vita sociale, culturale e politica del proprio territorio. 

Per farlo, SEED utilizza un approccio innovativo basato su relazioni territoriali e offline e che coinvolge, oltre ai e alle giovani, anche la comunità educante e i decisori politici locali. 

Diretti: Giovani (16-24); Operatori e operatrici giovanili; Decisori politici locali

Indiretti: Comunità che vivono e operano nei contesti in cui operano i partner e gli associati del progetto e, in generale, la cittadinanza europea nel suo complesso.

Attività previste

Il progetto SEED propone un approccio metodologico innovativo, basato sul coinvolgimento dei e delle giovani nella creazione di reti territoriali di supporto. I partner avranno un ruolo centrale nel portare questo approccio sui cinque territori target del progetto. In primo luogo, attraverso un’analisi delle vulnerabilità specifiche dei singoli territori (ambiti specifici, quali salute o vaccini; e target o categorie, quali ad esempio migranti, comunità Rom, comunità lgbtq+, ecc.) e una mappatura di alleati o soggetti pronti a supportare un’azione contro la disinformazione (“trust networks”). 

Operatori e operatrici dei trust networks e giovani dei territori verranno formati a riconoscere e intervenire contro la disinformazione, costruendo strategie locali e implementando delle azioni pilota. Dopo una fase di approfondimento (“counter-disinformation labs“) e di valutazione, le strategie saranno ridefinite dai trust networks locali e alle istituzioni. Nel corso del progetto, i partner avranno diversi momenti di confronto: alcuni in presenza (in Italia, all’inizio del progetto; nei Paesi Bassi, a metà circa; e in Germania, durante l’evento finale) e altri online (grazie alla comunità di pratiche, istituita dopo l’incontro nei Paesi Bassi). 

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