In Mozambico, le province di Zambezia, Sofala e Manica sono fra le più colpite dall’insicurezza alimentare e nutrizionale, a causa della bassa produttività agricola e zootecnica. I piccoli produttori, infatti, hanno accesso limitato a risorse e mezzi di produzione e sono sempre più esposti ai rischi del cambiamento climatico, quali cicloni, alluvioni o siccità. Questo limita la crescita e aumenta la vulnerabilità dei sistemi agricoli, con effetti negativi sulla popolazione che da essi dipende per la sicurezza alimentare e nutrizionale.

In questo contesto, il progetto IRIS mira a rafforzare l’allevamento ittico e la produzione lattiero-casearia, settori chiave per garantire una dieta diversificata e di qualità. Si prevede per tali settori produttivi l’integrazione dei Sistemi Agroforestali Successionali (SAF), che consentono ai piccoli produttori di elaborare mangime per pesci e foraggio per le vacche, così da diversificare le proprie fonti di reddito e al contempo rafforzare la resilienza climatica.

Sono state individuate due macro-problematiche che influiscono sulla produttività dei settori d’interesse. La prima riguarda la carenza di investimenti iniziali, soprattutto nella piscicoltura, per cui il progetto prevede lo scavo di stagni integrati con sistemi SAF e una formazione tecnica continua, oltre a percorsi di sensibilizzazione nelle scuole secondarie. La seconda riguarda le fasi di conservazione, distribuzione e commercializzazione, in particolare nella filiera lattiero-casearia; qui sono previsti strumenti per garantire il corretto funzionamento della catena del freddo e corsi di formazione tecnica, gestionale e imprenditoriale per lo staff.

Il progetto si pone come obiettivo il raggiungimento della sicurezza alimentare come conseguenza dell’aumento e diversificazione del reddito di piccoli produttori nel settore della piscicoltura e della produzione lattiero-casearia in tre province del Mozambico centrale: Zambezia, Sofala e Manica, con quest’ultima località di intervento specifica di ICEI. Tali obiettivi saranno perseguiti secondo un approccio circolare basato sui sistemi agroforestali (SAF), già sperimentati da ICEI in precedenza, applicati all’allevamento ittico e alla produzione del foraggio per il bestiame da latte. Un focus specifico sarà dedicato anche al miglioramento dei processi di post-produzione e commercializzazione di tali prodotti.

I beneficiari diretti del progetto sono 270 piccoli produttori e le loro famiglie, selezionate in base al maggior grado di vulnerabilità, come ad esempio la dipendenza da un’unica fonte di reddito, la presenza di persone con disabilità nel nucleo famigliare, e l’assenza di opportunità professionali nelle aree di residenza.

Il progetto sosterrà inoltre un programma formativo per le autorità provinciali, così da assicurare la sostenibilità futura dei risultati raggiunti, e la creazione di campi SAF in 3 scuole, con lo scopo di trasmettere ai giovani i principi dell’agroecologia, specialmente in applicazione alle industrie oggetto d’intervento del progetto.

Infine, attraverso il sostegno a 6 ricercatori locale e un borsista internazionale sarà portata avanti un’opera di ricerca applicata al fine di produrre evidenze scientifiche per la scalabilità del modello SAF come strumento di resilienza economica, ambientale e nutrizionale.

Per quanto riguarda i beneficiari indiretti del progetto, si tratterà di oltre 1 milione di cittadini nelle province di intervento, i quali beneficeranno di una maggiore diversificazione nutrizionale.

Attività previste

In merito alla piscicoltura, il progetto prevede la costruzione e riabilitazione di 150 stagni ed il loro popolamento; in particolare, i piccoli produttori saranno formati sull’allevamento della specie Tilapia Nilotica, e gli stagni saranno circondati da Sistemi Agroforestali che forniranno alimenti per le famiglie, permetteranno la crescita di colture da reddito e produrranno il mangime per i pesci. Al contempo, essi saranno irrigati e concimati dalle acque degli stessi stagni, creando un ecosistema chiuso dal positivo impatto ambientale e socioeconomico. Tale sforzo sarà ulteriormente potenziato dal supporto tecnico e gestionale alle avannotterie e mangimifici del territorio. Anche la produzione di latte e derivati sarà coadiuvata da campi SAF applicati alla foraggio-coltura.

Al fine di assicurare la sostenibilità del progetto, verranno costruiti 3 campi dimostrativi SAF in 3 scuole secondarie e, col supporto del Centro di Innovazione, divulgazione e formazione permanente in Sistemi AgroForestali (CISAF) e in collaborazione con le università del paese, saranno portate avanti imprese di ricerca applicata sull’efficacia del modello SAF.

Si avvieranno poi tutte quelle attività volte a migliorare i processi di post-produzione e commercializzazione: dalla fornitura di attrezzature e formazione per una corretta conservazione dei prodotti piscicoli e lattiero-caseari, alla formazione volta a rafforzare le competenze gestionali, imprenditoriali e commerciali della centrale del latte.

Link linee guida AICS su comunicazione (2024): https://www.aics.gov.it/wp-content/uploads/2024/10/linee-guida-comunicazione-2.pdf