La Bolivia ad oggi si trova ad affrontare grandi sfide legate non solo alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze sociali, ma anche alla sicurezza alimentare e nutrizionale. Nonostante la Costituzione nazionale promuova il diritto all’alimentazione sana, secondo il World Food Program (WFP), attualmente 1.8 milioni di boliviani/e non consuma una quantità sufficiente di cibo e molti bambini sotto i cinque anni soffrono di anemia (53.7%), di malnutrizione acuta (2%) e di malnutrizione cronica (16%). Secondo la World Hunger Map del WFP, la Bolivia ha un rischio “moderatamente alto” di insicurezza alimentare dovuto, tra altri fattori, alla sua vulnerabilità climatica e alla situazione politica. Inoltre, la Bolivia è uno dei 15 paesi con il più alto rischio di deterioramento della sicurezza alimentare a livello mondiale.

Uno dei fattori di insicurezza alimentare è sicuramente la bassa produzione agricola: in Bolivia, tra il 35% e il 50% dei suoli agricoli è degradato, soprattutto a causa di tecniche agricole tradizionali poco resilienti e della scarsa diversificazione delle colture. Secondo la FAO, oltre il 60% della popolazione “vive e produce in questo ambiente di degradazione”, a dimostrazione della vulnerabilità della popolazione boliviana all’insicurezza alimentare.

Il degrado del suolo si riflette nelle basse rese che caratterizzano la produzione agricola del Paese e nella crescente dipendenza dal cibo importato, sia fresco che trasformato. Negli ultimi dieci anni, le importazioni di alimenti tradizionali sono aumentate del 54% e, attualmente, la produzione di alimenti freschi copre solo il 62% circa della domanda del mercato interno, mentre il restante 38% è coperto dalle importazioni (Tito e Wanderley, 2021). Questa differenza è dovuta a numerosi fattori economici e sociali, tra cui le ridotte capacità imprenditoriali delle aziende locali e la ridotta accessibilità a fondi di credito per avviare attività.

Il progetto YAPUCHAWI – Gestione dei rischi climatici e produzione sostenibile per la sicurezza alimentare e nutrizionale nell’altipiano boliviano introduce un modello agricolo resiliente che contribuisce al miglioramento della nutrizione e delle condizioni economiche delle comunità rurali.

L’obiettivo specifico del progetto è l’introduzione di un modello produttivo agricolo resiliente, che migliori la nutrizione degli abitanti delle comunità rurali e abbia un impatto positivo sul loro reddito.

In particolare, ciò avverrà attraverso tre risultati intermedi:

R.1 Famiglie e piccoli produttori alimentari presenti nell’area di intervento avviano o potenziano attività agricole, adottando pratiche per la diversificazione la produzione primaria.

R.2 I gruppi di produttori associati e i piccoli imprenditori rurali individuali aumentano i propri ricavi accedendo a mercati diversificati.

R.3 Le famiglie del Municipio di intervento – in particolare adolescenti, donne incinte e in fase di allattamento e i bambini minori di 5 anni – hanno accesso a un’alimentazione più ricca e diversificata basata su prodotti salutari, nutrienti e che appartengono al patrimonio alimentare locale.

Il progetto prevede il coinvolgimento di 2.800 abitanti, di cui il 51% donne, di 15 comunità del Municipio di Puerto Acosta situato nella regione di La Paz. Le comunità sono state selezionate in accordo con le Autorità locali e il partner PROSUCO in base ai seguenti criteri:

– Livello di povertà delle comunità

– Livello organizzativo

– Ubicazione delle comunità

– Livello di vulnerabilità al cambiamento climatico

Al termine del progetto almeno 1.500 piccoli produttori, grazie a specifica formazione e assistenza tecnica, adotteranno i principi dell’agroecologia e dell’agricoltura sostenibile. Inoltre, 8 piccole e medie imprese locali riceveranno un piccolo capitale e specifica formazione gestionale e imprenditoriale per espandere la propria attività, aumentando quindi l’offerta sui mercati locali di prodotti locali e nutrienti.

Attività previste

Il progetto intende supportare i piccoli agricoltori, migliorare le loro competenze, le tecniche e gli strumenti per la produzione agricola rafforzando i servizi di assistenza tecnica qualificata e introducendo pratiche agricole innovative e resilienti. Inoltre, l’iniziativa vuole rafforzare le microimprese rurali presenti sul territorio e promuovere un’alimentazione diversificata e di qualità.

I/le rappresentanti delle 15 comunità d’intervento verranno invitati/e a una serie di attività di programmazione partecipata, a cui prenderanno parte anche le autorità locali. Durante questi incontri verrà adottato il metodo delle “Mappe parlanti”, ovvero mappe del territorio arricchite da brevi didascalie che raccontano la storia, le tradizioni e i cambiamenti sociali, culturali e agricoli del passato, del presente e del futuro.

Verranno realizzati in totale 15 workshop nei quali è prevista la partecipazione di 571 produttori di cui il 30% donne capofamiglia, e di due tecnici agricoli del Municipio di Puerto Acosta.

Dopo aver analizzato le criticità produttive, le modalità di gestione delle risorse naturali e le opportunità per migliorare i sistemi produttivi, ogni comunità elaborerà una proposta basata su tecniche produttive climate-smart, che il progetto supporterà attraverso l’acquisto e la distribuzione di kit di attrezzi, equipaggiamenti e materiali, oltre che con assistenza tecnica.

L’assistenza tecnica ai piccoli produttori sarà fornita da 10 Yapuchiri, ovvero produttori esperti consapevoli non solo delle tecniche agroecologiche ma anche degli aspetti socioculturali associati alle singole colture tradizionali che il progetto intende promuovere.

La gestione del rischio climatico avverrà invece attraverso l’installazione di due stazioni meteorologiche accessoriate e con un sistema di allerta e monitoraggio condiviso; sono previste formazioni rivolte alle autorità comunali sull’utilizzo e la manutenzione di queste.

Al fine di promuovere non solo l’aumento della produzione, ma anche la vendita sui mercati locali, 8 piccole e medie imprese riceveranno assistenza per l’elaborazione di un piano di sviluppo. A ciascuna sarà assegnato un credito a fondo perduto, finalizzato al rafforzamento della propria filiera produttiva (trasformazione/conservazione, commercializzazione, logistica, packaging, marketing, accesso al mercato).

Infine, gli abitanti delle comunità verranno coinvolti con messaggi promozionali e campagne di sensibilizzazione sulle corrette pratiche alimentari e nutrizionali, con focus specifico su donne in gravidanza e bambini sotto i 5 anni. Verranno organizzati workshop sulla preparazione di alimenti tipici ad alto contenuto nutrizionale, eventi nelle scuole, e programmi radio.