Questo mese il nostro project manager, Diego Policarpi, ha avviato insieme ai partner di Prosuco una diagnosi socioeconomica delle comunità boliviane beneficiarie del progetto YAPUCHAWI.

Tra queste vi è la comunità di Muelle, che deve il suo nome a un grande molo un tempo affacciato sul lago Titicaca. Qui attraccavano imbarcazioni dirette verso il Perù, cariche di zucchero, lana e altre merci che, secondo i racconti tramandati nella comunità, venivano poi smistate fino alla regione di Apolo. Il molo rappresentava quindi non solo un punto d’approdo, ma anche uno snodo commerciale vitale per l’economia del territorio.

Durante l’attività di ricerca, Diego ha intervistato Mariano Villasanti Chambi, responsabile delle relazioni pubbliche del sindacato comunitario. Dalle sue parole emerge la trasformazione vissuta da Muelle: dalle 65 famiglie originarie ne restano oggi solo 25. La maggior parte dei giovani si è trasferita nelle grandi città in cerca di lavoro e di condizioni di vita più stabili, mentre chi è rimasto – in prevalenza persone anziane – continua a portare avanti le attività tradizionali: l’allevamento di conigli e galline e una produzione agricola sempre più difficile.

La scarsità di acqua pulita per irrigare i campi e per il consumo quotidiano rende infatti complesso mantenere le coltivazioni, che un tempo si sostenevano attraverso le serre.

Nonostante queste difficoltà, la comunità resiste, mantenendo vivo un legame con il lago e con la propria storia.