Nel corso dell’ultimo decennio, in molti paesi europei, si è assistito a un aumento delle disuguaglianze e delle tensioni sociali, alimentate anche dalla diffusione di visioni identitarie poco inclini a riconoscere il valore della pluralità, che hanno a loro volta aggravato i fenomeni di discriminazione, esclusione e marginalizzazione delle minoranze.

Le comunità Rom, Sinti e Caminanti sono da tempo tra le più esposte a queste dinamiche: secondo l’Eurobarometro 2023, la discriminazione basata sull’identità Rom è la più diffusa nell’UE, con livelli particolarmente elevati in Grecia, Portogallo e Italia. A questa situazione si aggiunge una condizione socioeconomica segnata da persistenti vulnerabilità: l’80% delle persone di origine Rom, Sinti e Caminanti è a rischio di povertà e oltre la metà dei minori vive in condizioni di grave deprivazione materiale.

Alla luce di questi dati, appare quanto mai necessario valorizzare il ruolo delle autorità locali nel contrasto alla discriminazione, promuovendo al contempo un dialogo strutturato con la società civile per l’identificazione e la realizzazione di politiche e interventi efficaci, nonché per la diffusione di approcci interculturali.

Il progetto FAIR EUROPE AIR – Fostering Awareness and Interculturalism with Roma communities in European cities mira a rafforzare le competenze interculturali, promuovere politiche inclusive e di contrasto alle discriminazioni, sostenere le organizzazioni della società civile attive nella difesa dei diritti e della parità di trattamento e favorire il dialogo tra istituzioni e comunità locali, attraverso lo scambio di buone pratiche tra enti locali. Il progetto coinvolge 11 città della Rete delle Città del Dialogo, nell’ambito del Programma Città Interculturali del Consiglio d’Europa, provenienti da Italia, Francia, Grecia, Portogallo, Spagna, Romania e Ucraina. ICEI guida il partenariato come ente capofila.

Attraverso il coinvolgimento diretto di 11 città europee, il progetto punta a potenziare le competenze interculturali delle autorità locali e a supportarle nell’identificazione e nell’attuazione di politiche efficaci di contrasto alle discriminazioni a livello municipale.

Un ruolo centrale sarà svolto dalle organizzazioni della società civile che operano a fianco delle comunità Rom, Sinti e Caminanti: il progetto promuoverà infatti percorsi di incontro e rafforzamento delle competenze, favorendo processi di confronto e sinergia nella definizione condivisa delle politiche locali.

I risultati e le buone pratiche emerse saranno valorizzate nell’ambito del Programma Città Interculturali del Consiglio d’Europa, con ICEI nel ruolo di ente capofila.

Diretti:

  • Personale delle municipalità delle 11 città attivamente coinvolte nel progetto;
  • Organizzazioni della società civile che rappresentano e/o che supportano i diritti delle comunità Rom, Sinti e Caminanti.

Indiretti:

  • Cittadini europei, resi più consapevoli dei benefici della diversità, contribuendo a promuovere l’uguaglianza (compresa quella di genere) e combattere le discriminazioni.

Attività previste

Il progetto FAIR EUROPE si sviluppa attorno a quattro grandi aree di lavoro:

  • La prima è dedicata alla formazione di amministratori locali e associazioni della società civile: sono previsti incontri formativi transnazionali in Italia, un’indagine conoscitiva sulla situazione delle comunità Rom, Sinti e Caminanti nei diversi territori e percorsi di formazione rivolti sia agli enti locali che alle organizzazioni della società civile.
  • La seconda area punta alla costruzione di strategie locali condivise, coinvolgendo istituzioni e associazioni in seminari di confronto, nella redazione di piani d’azione locali e in iniziative di sensibilizzazione sulla cultura Rom, Sinti e Caminanti.
  • La terza area è dedicata allo scambio di esperienze e buone pratiche tra le città europee partecipanti, attraverso una rete di confronto continuo, un incontro transnazionale in Portogallo e conferenze nazionali in Italia e Portogallo.
  • La quarta e ultima area riguarda la valutazione e la diffusione dei risultati, con momenti di riflessione collettiva sui processi avviati nei territori, una conferenza finale a Strasburgo e attività di comunicazione per rendere visibili i risultati raggiunti.

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